WiBF incontra Silvia Molinaro

Dopo lo scorso appuntamento di WiBF incontra, in questa occasione abbiamo incontrato Silvia Molinaro. Silvia è alumna dell’Università degli Studi di Trieste e direttrice vendite Out of Home di Coca-Cola HBC. Silvia è la prima donna a guidare il canale Horeca di Coca-Cola HBC e dirige una squadra composta da 500 persone.

Con Silvia abbiamo parlato del suo percorso formativo, del suo ruolo all’interno di Coca-Cola HBC, della risposta dell’azienda al Covid-19 e di molto altro. Grazie alla sua esperienza pluridecennale in aziende come Mondelez International, Mars e Reckitt Benckiser, Silvia Molinaro ha saputo fornirci spunti interessanti circa le skills necessarie per il lavoro in azienda e consigli su come approcciarsi al mondo del lavoro per i giovani neolaureati.

Studi e carriera

Siamo molto curiose di iniziare la nostra intervista partendo dal percorso universitario di Silvia e dal suo ingresso nel mondo del lavoro. Silvia ci confida che terminato il liceo non sapeva esattamente né chi, né cosa avrebbe voluto essere. “Non sono una di quelle persone che aveva la vocazione di dire voglio fare il grande manager”, ci dice Silvia durante l’intervista. Decide così di iscriversi a scienze politiche a Trieste, facoltà che lascia aperte molte porte.

Durante il percorso di studi universitario, emergono interessi come: internazionalità, seguendo le sue inclinazioni per la lingua inglese, geografia politica, economia, e istituzioni come Nazioni Unite. Ben presto scopre che la carriera diplomatica non era assolutamente adatta a lei, sempre pronta a dire la sua in maniera diretta e coraggiosa.

Ci racconta di aver sempre lavorato per sentirsi indipendente durante gli studi, dalla cameriera in un pub, alla tele-venditrice di vino ed olio fino a lavorare in uno studio di design. Pur avendo avuto subito la possibilità di lavorare per una nota azienda nel suo paese d’origine, decide di non fermarsi alla prima proposta di lavoro e continuare a cercare.

Tra curriculum ed applications, vince una borsa di studio presso l’Università Cattolica di Milano per frequentare un corso in Category management e comunicazione. Dall’esperienza in Cattolica nascono nuove opportunità, tra cui l’assunzione nel dipartimento commerciale di Mars come venditrice. Ci ha fatto molto sorridere il racconto di come utilizzava la cartina geografica per raggiungere i punti vendita, in anni in cui navigatore satellitare e telefono con connessione ad Internet erano lontani dall’essere realtà.

Alla domanda “Cosa direbbe la Silvia di oggi alla Silvia appena uscita dall’Università?”, ci risponde: “Sii paziente e non ti preoccupare perché se lavori duro alla fine otterrai dei risultati….non pensare che quello che hai in testa in questo momento come la cosa giusta da fare sia necessariamente quello che farai, quindi lasciati aperte tutte le opportunità”.

Competenze nel mondo del lavoro

Parlando di attitude nel mondo del lavoro, la direttrice ricorda l’importanza di essere curiosi di “non fermarsi mai alla superfice ma cercare sempre di capire cosa c’è dietro […] alla domanda che ti viene posta, qual è l’obiettivo finale”. Cita poi l’agilità, che tra i molti significati, si esprime sottoforma di flessibilità rispetto alle situazioni che si vivono, e la capacità di ascoltare. Oggi più che mai, in piena covid crisis, queste caratteristiche risuonano attuali. Ci porta come esempio la sua esperienza. Quattro mesi dopo aver iniziato la sua avventura come Direttore Vendite, a capo di un team di circa 600 persone, a maggioranza maschile, in un canale di vendita completamente nuovo per lei che aveva lavorato nella GDO (e in un bar solo come barista), inizia la crisi a causa del Covid-19. La capacità di adattarsi alla situazione, abbracciare il supporto del suo team e ascoltare i colleghi, sono le principali leve che la stanno aiutando a gestire una situazione managerialmente molto complessa.

Nella visione di Silvia essere un Manager vuol dire far crescere le “tue persone”. Un manager è un manager quando fa crescere le sue persone, non quando ha gestione di business molto ampia. Continua dicendo che quando crescono le persone cresce di conseguenza anche il leader. Silvia completa la sua interpretazione della leadership al femminile, asserendo che le donne hanno delle skills che permettono di leggere attraverso le righe, con una sensibilità diversa. Le donne, dice Silvia, “hanno delle skill che permettono di leggere il grigio, […] è una competenza unica che solo le donne hanno”. Rispondendo alle domande, Silvia ribadisce che viviamo in un mondo di maschi che hanno dinamiche ed argomenti che li accomunano. Argomenti che tante volte lasciano le donne fuori. Nonostante questo, sottolinea come le donne quando fanno gruppo siano incredibili, sappiano andare oltre le apparenze e avere una visione più profonda di quanto accade nella gestione di persone. Le donne non sono competitive per il semplice gusto di esserlo e hanno sempre l’attenzione di rivolgersi alla persona e non al manager che hanno difronte. Un’azienda con il giusto bilanciamento di genere cresce più velocemente.

Difficoltà e sfide sul posto di lavoro

“Di difficoltà ce ne sono tante, vi dirò, ma nessuna insormontabile!” Entrare in un team prettamente maschile è stata sicuramente una grandissima sfida. La prima sensazione che si ha, ci racconta la prima direttrice donna del canale Out of Home di Coca-Cola HBC,  è di essere estranea al contesto, alle logiche e alle dinamiche del team. “Sei un po’ l’outsider”. Il lato positivo è avere, in quanto donna, un punto di vista che consente di avere un punto di vista completamente diverso, disruptive. Ci sono organizzazioni capaci di leggere il valore che porta con sé la diversità, destinate sicuramente a crescere.

Altra grande sfida è essere non solo una donna manager, ma anche una mamma. Silvia con i suoi due bambini, paragona la maternità a un vero e proprio master. Organizzare le giornate, prioritizzare le attività, gestire carriera e lavoro corrispondono ad abilità che non sono sviluppabili in nessun altro contesto, e che non si perdono più. Ci ha molto colpito la testimonianza che Coca-Cola ha assunto Silvia durante la seconda gravidanza. Roba da pazzi, avremo pensato, e invece Silvia sottolinea come sia una cosa giusta da fare.

Un vantaggio nell’essere donna in un’azienda di maschi? “I clienti quando si arrabbiano non mi urlano contro quasi mai […] di solito sono abbastanza gentili” anche nelle situazioni più difficili.

Appena arrivata in azienda, Silvia è stata la prima donna a cui è stato assegnato un ruolo all’interno del leadership team, da allora in grande trasformazione. Coca-Cola HBC è un’azienda inclusiva, che mette le donne nelle condizioni di poter lavorare anche dopo aver avuto dei figli, accogliendo le loro capacità e dando loro l’opportunità di ricoprire ruoli senior. Coca-Cola HBC ha un Diversity & Inclusion Team composto sia da donne che uomini che si riunisce periodicamente per discutere ed implementare azioni per migliorare l’inclusività. Ciò non significa affatto offrire agevolazioni ma mettere le donne nelle stesse condizioni in cui si trovano gli uomini. “Non trasformatevi in dei maschi perché c’è solo del grande vantaggio e del grande valore nell’essere donna”, dice Silvia, “dovrebbero dirtelo da bambina ma non te lo dicono”.

Covid-19 crisis: le risposte di Coca-Cola HBC per supportare i partner

“Come mai prima” è il programma da 1,3 milioni di euro lanciato a luglio 2020 per sostenere il settore Horeca duramente colpito dalla crisi economica. Una maggiore flessibilità nelle politiche commerciali e fiscali, promozioni dedicate e innovative strategie digitali sono solo alcune delle iniziative dell’azienda che hanno aiutato a supportare i clienti. Nello specifico, Silvia ci racconta di “Coca-Cola AD creator”, piattaforma che ha permesso al alcuni punti vendita di avere un supporto dedicato per la comunicazione digitale e il presidio dei social media. “Sono stati mesi molto complessi […] ma ci hanno dato la possibilità di raggiungere con i nostri clienti un livello di partnership mai raggiunto prima”. La chiave essenziale è stata trovare nei problemi e nel cambiamento delle opportunità, condivide con noi la direttrice.

Durante l’intervista Silvia ci racconta qualcosa in più su Coca-Cola HBC. Ci parla del perfezionamento della recente acquisizione di Lurisia Acque, azienda storica italiana con sede in provincia di Cuneo. Ci parla, di come le ultime acquisizioni abbiano dato la possibilità all’azienda di espandere il proprio portafoglio di prodotti da offrire ai clienti. Coca-Cola è a tutti gli effetti una 24/7 beverage company,capace di offrire il prodotto giusto ogni giorno e ad ogni ora.

Tasse, sostenibilità

Passando ad un argomento di rilievo per la politica italiana, abbiamo chiesto a Silvia di parlarci della posizione di Coca-Cola HBC Italia su Plastic e Sugar tax. “Il mondo del beverage sta vivendo in questo momento […] un momento molto molto duro, crediamo che l’introduzione di nuove tasse avrebbe rischiato di mettere in grande difficoltà […] tante aziende che come la nostra operano in questo settore”, risponde Silvia. “Noi siamo contenti che la sugar tax sia stata posticipata”, sicuri di una profonda comprensione da parte delle forze politiche rispetto alla situazione attuale.

“Per com’è costruita oggi la sugar tax”, prosegue la direttrice vendite, “è una tassa inutile” che paradossalmente colpisce anche le bevande senza zuccheri, ignorando gli sforzi di innovazione e selezione delle materie prime fatte negli ultimi anni dalle aziende. Per quanto attiene la plastic tax “siamo contenti che il Parlamento abbia deciso di rimuovere il limite del 50% di utilizzo PET riciclato, RPET”,ed è dunque possibile oggi produrre confezioni al 100% in plastica riciclata (RPET) e dunque esenti dalla tassa. Coca-Cola HBC ha già cominciato a produrre confezioni composte con il 50% di plastica riciclata. Il formato è la bottiglia da 45cl, ed il lancio è stato accompagnato dalla campagna “Riciclami ancora”, con amplificazione sul pack, attivazione con materiale dedicati dei punti vendita e cartellonistica pubblicitaria. La campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare tutta la filiera e i propri clienti alla sostenibilità ambientale e al supporto dell’economia circolare.

Consigli finali

Concludiamo citando, alcuni consigli preziosi di Silvia che vorremmo condividere: Per gli studenti: “non c’è nulla di male nel non sapere chi vorrete essere in futuro, ma anzi c’è tanto bene.”“Siate fiere di essere donne […] e sfruttate le competenze che avete per crescere più velocemente dei maschi, non trasformatevi mai in dei maschi. […] Circondatevi di donne […] è molto più bello crescere all’interno di un grande team, piuttosto che crescere da sole.”

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