WIBF incontra Silvia Andreani

L'incontro con Silvia

“Parlando di donne, sembra quasi bizzarro di parlare di diversity perché le donne non sono una minoranza. Cavalcando però l’onda di questo termine, abbiamo visto tanti movimenti che sono nati in questo periodo. Io in prima persona ho avuto l’occasione di rilevare alcuni dati per descrivere al meglio questi momenti e quello che abbiamo notato è un passaggio dall’empowerment, ovvero il conferimento passivo nei confronti delle donne, ovvero qualcuno che mi abiliti a ad un atteggiamento più attivo, una presa di potere dalle donne stesse.”

Queste parole sono di Silvia, 31 anni, laureata in “Psicologia del marketing e delle organizzazioni” alla Cattolica e attualmente Senior Brand Strategy Expert in Kantar, la quinta ospite del format “WiBF incontra..”.

Nell’intervista si parla di empowerment, power e modelli a cui ispirarsi.

Intervista

  1. Quanto influisce la psicologia sulle nostre scelte quotidiane? Quanto per i brand, di qualunque genere, è utile captare le varie sfaccettature dei singoli individui per poter prevedere le scelte dei consumatori e modificare conseguenza le strategie? È possibile affermare che siamo passati da uno status di “Women Empowerment ad uno status di “Women power”?

A queste e molte altre domande ha dato risposta la nostra ospite, Silvia Andreani, una giovane professionista che ha cominciato i suoi studi con una formazione classica, passando per un percorso di psicologia all’Università Cattolica di Milano specializzandosi in Psicologia del Marketing. Successivamente al percorso di studi, dopo una breve esperienza nel Marketing No Profit presso una NGO in Brasile, Silvia ha raccontato la sua esperienza lavorativa in Kantar, multinazionale leader nelle ricerche di mercato e nella consulenza di marketing, che parte nell’aprile del 2014 con un primo ruolo di Qualitative Researcher. Successivamente, nel 2017, si è spostata presso la sede di Kantar di Amsterdam, per accrescere le proprie esperienze in un contesto internazionale. Tornata nella sede italiana di Kantar, è attualmente Senior Brand Strategy Expert, con una specializzazione in Generazioni, Trends e Luxury.

Dopo la sua breve presentazione ci siamo spostati sul tema centrale dell’intervista, ovvero il passaggio dallo status più passivo di “Women Empowerment” ad uno più attivo di “Women power”, argomento in cui Silvia è molto ferrata e a cui tiene particolarmente. Il tema è molto caldo è nel periodo in cui viviamo è imprescindibile non parlare di una tematica simile, in quanto attuale in ogni tipologia di discussione. Per Silvia rimane paradossale parlare ancora di diversity in quanto lei intende l’essere umano come forma univoca di essere vivente, che si differenzia dai suoi simili non per il sesso, la razza o l’orientamento sessuale ma per le diverse sfaccettature della propria personalità e del proprio stile di vita. Silvia sottolinea di essere molto interessata alle figure eccentriche, poliedriche, a volte percepite bizzarre nella loro natura, ma che hanno un contenuto da esprimere e capaci di generare impatto, indipendentemente dalle forme che utilizzano per farlo.

La discussione è proseguita sulle persone che hanno ispirato il percorso di Silvia, o che prende come riferimento, e la nostra intervistata ha espresso il concetto di non avere un vero e proprio modello ma di prendere talvolta ispirazione, ma sempre pensando a se stessa, al proprio percorso, a come migliorarsi per poter dare sempre il meglio. Ha voluto citare però alcune tra le più influenti e interessati figure femminili che hanno cambiato gli stereotipi nel mondo della moda ad esempio, contribuendo alla creazione del valore culturale di quest’ultimo.

In chiusura, secondo Silvia, il motore che deve spingere le scelte e le decisioni di ogni persona, indipendentemente dal prefisso davanti al loro nome, rimane la passione, la forza di volontà e la consapevolezza di dare il meglio rispetto a ciò che si è. Qualità imprescindibili per qualunque progetto che aspira ad avere un impatto, sia nella vita personale di chi lo crea, ma soprattutto se si ha l’ambizione di costruire una rilevanza di più ampio respiro attorno ad esso.

Matteo Spataro