Marisa Bellisario

MARISA BELLISARIO

«Marisa and gentlemen», questo il classico benvenuto dato a inizio riunione per sottolineare la presenza di soli gentlemen e…Marisa. Siamo nel 1964 quando l’Olivetti cede la sua divisione elettronica all’ americana General Electric e Marisa Bellisario entra nella conglomerata americana, dove contribuisce a sviluppare il primo elaboratore elettronico italiano oggi conosciuto come computer.

 

Marisa nasce a Ceva, un paesino in provincia di Cuneo, nel 1935 in una famiglia medio borghese. Durante gli anni 50 si trasferisce a Torino per frequentare la facoltà di Economia e Commercio dove si laurea nel 1959. Fine autunno dello stesso anno per fare il primo colloquio, che poi si dimostrerà il più importante della sua vita, sceglie un vestito di vigogna grigia per nulla appariscente. A farsi ricordare, infatti, sarà la sua energia insieme al suo talento, trampolino di lancio per la brillante carriera che porterà la Bellisario ad essere ricordata come la prima grande donna manager.

In Olivetti, nonostante il mondo degli ingegneri non fosse ancora pronto ad una “Donna nell’Elettronica”, Marisa attira l’attenzione dei suoi capi che le affidano grandi responsabilità in genere riservate agli uomini. Nel 1964 quando entra in General Electric è l’unica donna nella divisione elettronica e non tutti i colleghi erano pronti alla sua presenza. Era una donna molto attraente e lei, ben consapevole del suo fascino, spendeva molto del suo tempo libero nella cura della persona, tra estetiste e boutique alla moda. Gli abiti che indossava erano ricercati e solitamente firmati Armani. Racconta infatti di aver ricevuto critiche per il troppo trucco, i capelli biondi e le minigonne. “Il mio modo di essere donna è, secondo loro, inadatto a un manager e potrebbe rivelarsi negativo per la mia carriera”, così si racconta Marisa nella sua autobiografia “Donne e Top Manager”. Ma le sue doti manageriali non riescono a passare inosservate e la sua ascesa continua tanto che nel gennaio 1979, all’età di 44 anni, la manager viene nominata Presidente della Olivetti Corporation America. Nel 1981 Marisa Bellisario diventa l’Amministratore Delegato di Italtel dove, prendendo decisioni coraggiose e lungimiranti riesce in un’impresa che sembrava impossibile. Cambia infatti 180 dirigenti su 300 e in tre anni riesce a riportare il bilancio dell’Italtel in attivo; un successo indiscusso che le fa guadagnare nel 1986 il Premio di Manager dell’anno. Due anni dopo viene colpita da una malattia irreversibile che la porta via il 4 agosto del 1988, a soli 53 anni.

 

La storia di Marisa Bellisario fa di lei un grande modello da seguire per le giovani donne. Non solo fu una manager “dura e corretta”, ma riuscì anche a portare la femminilità nel suo mondo, rivoluzionando il concetto di amministratore delegato con capigliature ardite e vestiti alla moda. Sosteneva che per ottenere successo nella vita, fosse necessario avere fiducia in se stessi, pensare positivo ed avere tanta voglia di lavorare. Intendeva l’uguaglianza di genere come un’opportunità e come una strada capace di rimuovere gli ostacoli presenti sulla scalata ai vertici.

I suoi insegnamenti, anacronistici come il suo carisma, sembrano riecheggiare ancora vivi ed attuali:

“Per una donna esiste il problema della credibilità, bisogna dimostrare che si è brave. Alla donna manca il diritto alla mediocrità, si arriva ad occupare posti importanti solo se si è bravissime. Ma quando ci saranno anche le donne mediocri, come avviene per gli uomini, vorrà dire che esiste la parità. Occorre quindi dimostrare che a uguali opportunità corrispondono uguali meriti”.

 

Susanna Pappacena