Lucia Annibali

La battaglia verso la felicità di Lucia Annibali.

“Dopo la violenza cosa resta? Restiamo noi e dobbiamo imparare ad avere cura di noi stesse”

Oltre cento donne in Italia ogni anno vengono uccise da uomini, quasi sempre quegli uomini che sostengono di amarle. Nel 2017 la media è stata una donna ogni tre giorni. Tuttavia le cose stanno migliorando. Dagli ultimi dati pubblicati dalla polizia di stato per il lancio della campagna “Questo non è amore”, si rileva che i primi nove mesi del 2018 hanno segnato un calo dei “reati spia” che possono precedere i femminicidi: maltrattamenti in famiglia, stalking, percosse, violenze sessuali. Dall’altra parte, si registra un aumento dell’azione di contrasto, misurata in termine di denunce e arresti. Ma la strada è ancora lunga. L’iniziativa, promossa dalla Direzione Centrale Anticrimine, guidata dal prefetto Vittorio Rizzi, è partita pochi giorni prima del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, a cui anche la nostra associazione Women in Business and Finance ha voluto partecipare attivamente con l’evento “Non dimenticare chi sei”.

E chi se non Lucia Annibali avremmo potuto prendere come esempio di donna “to inspire”, che ha combattuto ed ha vinto prima di tutto con se stessa, la violenza subita. Perché dopo una violenza, la battaglia più dura che ci si trova a combattere è proprio quella contro se stessi, una battaglia verso la felicità, che si raggiunge superando le difficoltà subite, trasformando gli incidenti della vita in punti di forza per la realizzazione dei propri sogni. Non è facile accettare la cosiddetta malasorte, e ancora più difficile accettare l’inaspettato se inflitto da qualcuno che volontariamente ce lo procura. La determinazione di Lucia ci è riuscita, è riuscita a trasformare il suo volto in un punto di forza, mostrandolo fin da subito orgogliosamente per sensibilizzare l’opinione pubblica contro ogni forma di violenza.

Lucia Annibali

La storia di Luca e Lucia era iniziata nel 2009 a Pesaro, dove si era incontrati essendo entrambi avvocati e coetanei. In quella frequentazione iniziale fu Lucia a invaghirsi perdutamente di Luca, mentre lui era più cauto, quasi trattenuto. La verità, che la ragazza non poteva conoscere, era che Luca era legato da dieci anni a Ada, la sua compagna storica. Luca continuò per molto tempo a destreggiarsi tra le due donne, fino a che nei primi mesi del 2013 Lucia prese la decisione definitiva di interrompere la relazione. Da quel giorno i comportamenti di Luca verso di lei cambiarono, trasformandosi in un vero e proprio stalker. Luca seguiva Lucia, la controllava e in una circostanza si appostò nella palestra che la ragazza frequentava per prenderle di nascosto dalla borsa, nello spogliatoio, il cellulare, le chiavi dell’auto e quelle di casa, chiavi che gli sarebbero servite poi. La sera del 20 aprile Lucia rientrò a casa dal lavoro. Ad aspettarla quella sera c’erano due uomini, mandati da Luca, che brutalmente l’aggredirono buttandole dell’acido sul volto.

«Ricordo la mia faccia che friggeva, rantolavo. Ho fatto in tempo a specchiarmi un istante prima che gli occhi non vedessero più niente. Ero grigia, c’erano bollicine che si muovevano sulle mie guance. Urlavo, urlavo tantissimo. Ricordo di aver tolto il giacchino di pelle per non rovinarlo… come se fosse importante» sono le parole con cui Lucia Annibali ricorda gli attimi spaventosi.

Dopo quel fatale giorno Lucia è stata sottoposta a circa 20 interventi chirurgici per la ricostruzione del tessuto del viso. Anche se provata dagli interventi, ha sempre mostrato orgogliosamente il suo volto e ha raccontato la sua storia in un libro “La mia storia di non amore”, dal quale è stato poi tratto il film TV del 2016 “Io ci sono”, in cui Lucia viene interpretata da Cristiana Capotondi.

L’8 marzo 2014 l’allora capo di Stato, Giorgio Napolitano l’ha insignita della carica di Cavaliere al merito della Repubblica.

Il 10 maggio 2016 la prima sezione penale della Cassazione ha confermato la pena a 20 anni di reclusione per Luca Varani per i reati di stalking e tentato omicidio e a 12 per i due esecutori dell’agguato, Rubin Ago Talaban e Altistin Precetaj.

Dopo essere stata per un anno consigliera dell’ex ministra e sottosegretaria Maria Elena Boschi per quanto riguarda la lotta alla violenza di genere, alle elezioni politiche del 2018 Lucia Annibali viene eletta deputata tra le file del Partito Democratico nella circoscrizione Veneto 2. Ormai da qualche anno Lucia lavora attivamente in campo politico e sociale, con lo scopo di realizzare una serie di misure, incontri, interventi e piani di azione contro la violenza sulle donne. Nel 2017 Annibali ha partecipato alla stesura delle linee guida nazionali per l’assistenza sociosanitaria alle donne che subiscono violenza, definendo questo programma un “piano illuminato”, che guarda avanti, al dopo, quel “dopo” così difficile che ogni donna si trova ad affrontare, attraverso una riabilitazione sociale e psicologica estremamente lunga.

Cosa ci ispira di Lucia? Di Lucia ci inspira la forza, la determinazione, la voglia di combattere e la voglia di vincere su quella vita che qualcuno ha provato a portarle via. Lucia è una guerriera, una speranza per quelle tante, troppe donne che a seguito di violenze si rinchiudono dentro se stesse, per la vergogna e il timore delle parole della gente. Trovare il coraggio di raccontare e condividere la propria storia non è facile, ma è quella chiave che ti permette di aprire la porta del dolore e uscire verso una nuova vita.

Diletta Viti