Investment Banking Training

Karim Bouzayane
Analyst at Pemberton A.M.
Matteo Spataro
Analyst at Pirola Corporate Finance S.p.A.

Venerdì 29 novembre si è tenuto l’Investment Banking training. Il training è stato organizzato da Women in Business & Finance con il contributo di Eleonora Mastrippolito, fondatrice e attuale presidente di WiBF, e di due professionisti del settore entrambi ex studenti dell’Università Cattolica che hanno fornito nel corso della serata importanti consigli alle associate e ai partner e amici dell’associazione, come CCSA, UCFA, JA Alumni, DataNetwork, FBA e altri.


In foto: Matteo Spataro, Eleonora Mastrippolito e Karim Bouzayane

Il primo ospite, Karim Bouzayane, ha iniziato il suo percorso come Investment Banking Analyst in Moelis & Company, successivamente in Rothschild & Co ed oggi è a Londra in Pemberton, uno dei principali player europei nel settore del direct lending. Dopo una panoramica sui settori di operatività di una banca, ovvero Retail Banking, l’Equity Research, l’Investment Banking e il Sales and Trading, ha individuato le principali aree di business di cui l’IB si compone: M&A Advisory, Il Debt Capital Markets, L’Equity Capital Markets, il Leveraged Finance, il Financial Institution Group ed in fine il Restructuring.

Molto interessante è stata la spiegazione del processo di chiusura di un Deal. Il primo step è il Client Pitching, la parte più impegnativa che svolge l’analista e che consiste nello studio della situazione finanziaria, del modello di business del cliente e la costruzione di un “Pitchbook” il quale contiene indicazioni sulla banca, i benefici ai quali l’operazione potrebbe portare e le motivazioni per le quali il cliente dovrebbe scegliere proprio la tua banca. Obiettivo di questa prima parte è vincere il mandato da parte del cliente nella sfida contro le altre banche di investimento. Ovviamente la velocità è uno degli aspetti fondamentali del Pitching.

 
In foto: Karim Bouzayane e Matteo Spataro

Il Deal prosegue poi con la sua esecuzione, quindi con la costruzione di un modello finalizzato alla valutazione dei benefici dell’operazione e dell’impatto sulla situazione finanziaria del cliente. Lo step finale è la chiusura del Deal, quindi la conclusione dell’analisi e la valutazione della consistenza dei documenti legali con i risultati dell’analisi finanziaria stessa.

Dopo l’excursus sulla caratterizzazione del Deal, Karim ha spiegato quali sono le possibilità di carriera in una banca d’investimento e lo stipendio medio, iniziando da quello dell’analista fino ad arrivare a quello di un Manager Director. Un altro aspetto, oltre quello prettamente economico-remunerativo, che ha sottolineato è l’”esponenzialità” della curva di apprendimento che questo settore può offrire: l’arduo lavoro, l’impegno e la dedizione vengono compensati non solo attraverso il denaro ma anche attraverso un’impressionante velocità di apprendimento.

Il secondo ospite della serata, Matteo Spataro, ha lavorato come Risk Analysis in Deutsche Bank e  Structured Finance in UBS S.p.A. Oggi è Corporate Finance Analyst nell’ M&A Business Unit, presso Pirola Corporate Finance S.p.A.

Matteo si è soffermato sul processo di selezione per entrare a far parte del settore Investment Banking, spiegando quali sono gli obiettivi che uno studente dovrebbe porsi per riuscire a passare i vari step di selezione. La prima tappa è il colloquio conoscitivo, nel quale è importante far emergere non solo la propria professionalità, ma anche le motivazioni, gli interessi e le esperienze passate. Il processo di selezione procede con un colloquio tecnico con il Senior Analyst oppure con un Manager. In questo secondo step è necessario saper dimostrare la propria conoscenza dell’area Accounting, dei modelli principali di stima come il DCF e DDM e delle principali voci utilizzate dagli analisti finanziari nelle proprie valutazioni, come il concetto di EBITDA piuttosto che di EBIT.

Segue infine il colloquio con un Partner nel quale bisogna saper illustrare quali sono i propri interessi, le informazioni personali, ma anche le competenze, le motivazioni e il senso di appartenenza. Nonostante la forte tecnicità di questo tipo di colloqui, Matteo ha sottolineato come talvolta le definizioni imparate sui libri non bastino per passare in modo positivo un processo di selezione poiché vengono testate anche le altre capacità di uno studente di finanza, come le Soft Skills e la capacità di ragionare in modo veloce ed efficace.

È seguito un momento di Q&A con un aperitivo di networking tra le associate, i partner, i due Speaker ed altri analisti di banche di investimento presenti in cui c’è stata la possibilità di confrontarsi più vicino attraverso lo scambio di informazioni e consigli utili.

 

Aurora Ceccio