Greta Thunberg

 “Il mio nome è Greta Thunberg, ho quindici anni e vengo dalla Svezia”

Greta è la sedicenne attivista svedese diventata celebre grazie ai suoi discorsi pubblici contro il cambiamento climatico, candidata al Premio Nobel per la pace ed inserita nella classifica “TIME’s 25 Most Influential Teens of 2018”. 

La sua è una battaglia contro l’inerzia dei policy makers riguardo un argomento tanto drammatico come il cambiamento climatico. Greta ha deciso di iniziare a far sentire la sua voce in seguito ad una serie di incendi catastrofici che hanno distrutto le foreste svedesi nell’estate del 2017. Da lì ha deciso che era più utile protestare contro il governo piuttosto che andare a scuola

Così inizia la sua lotta. Dall’inizio dell’anno scolastico, che in Svezia è fissato a metà agosto, fino alle elezioni generali svedesi del 9 Settembre 2018 ogni mattina la sedicenne si alzava presto, prendeva la bici e si recava davanti al Parlamento. Lì Greta rimaneva fino all’orario in cui a scuola terminavano le lezioni. Portava con sé una tavola di legno con scritto “Skolstrejk för klimatet”, “sciopero scolastico per il clima” in svedese, e qualche materiale informativo stampato a casa.

Il 7 Settembre 2018, poco prima delle elezioni, la giovanissima ha annunciato che avrebbe continuato a manifestare ogni venerdì, dando vita ai cosiddetti “Fridays For Future”, fino a quando la Svezia non si fosse allineata con l’Accordo di Parigi sottoscritto in occasione della Conferenza sul clima di Parigi (COP21), nel dicembre 2015.

Gli scioperi di Greta hanno fatto emergere come persino la Svezia, pur essendo tra i Paesi con le migliori politiche ambientali, non ha fatto abbastanza per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Per questo motivo la quindicenne ha accusato senza possibilità di appello i capi di stato e gli imprenditori per il loro operato, e ha annunciato la necessità di un imminente cambiamento per salvare il pianeta. Le sue proteste nate con lo scopo di sollecitare il governo svedese a rispettare i target previsti dall’Accordo di Parigi, hanno avuto una risonanza globale al grido di “There is no PLANET B”.

In poco tempo la fama della sedicenne lievita diventando mondiale. Sbocciano gruppi “FridaysForFuture” in molte città di tutto il mondo e a Dicembre 2018 la Thunberg viene invitata a parlare alla COP24, Conferenza delle parti sul Clima:

“Se alcuni ragazzi ottengono attenzione mediatica internazionale solo perché non vanno a scuola per protesta, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente” 

Delle parole di Greta colpiscono allo stesso modo la purezza del suo messaggio e la grande determinazione della sua voce. Anche se ha appena sedici anni, ha la sicurezza indissolubile di chi lotta per una causa che sa di essere giusta. Ha il coraggio di far sentire la sua voce e non indietreggia difronte a nessun ostacolo. Il suo è un grido rivolto a tutti per poter realmente iniziare a cambiare il pianeta nella convinzione che non sono necessarie grandi azioni per poter cambiare il pianeta, quanto è indispensabile unire le voci, alzarsi e lottare insieme.  

Giulia Mazzotta